Giordania: una terra da riscoprire

Non ho dovuto pensarci troppo, questo è certo. Ero appena rientrato dalle vacanze estive a Corfù, una settimana di mare e esplorazioni con un gruppo fantastico conosciuto grazie a Weroad, un’esperienza che consiglio a tutti di fare almeno una volta nella vita (io sono arrivato a quota 3, ma credo che il conto continuerà a salire). Ancora carico per il viaggio ho subito controllato la home del sito e in meno di una settimana, passando in rassegna le numerose mete proposte, ho scelto e prenotato la mia avventura. Si vola verso la Giordania, una terra piena di storia e culla della nostra civiltà, resa celebre anche grazie alla filmografia: in tanti ricordano un Harrison Ford che, nei panni di Indiana Jones, cerca di recuperare il santo Graal addentrandosi nel monumento di Petra.

Giorno 1

Si parte con la faccia e la vivacità di chi ha dormito sulle comodissime poltrone di Orio al Serio, ma il cuore è pieno di entusiasmo per la nuova avventura che ci aspetta. Appena atterrati ci informiamo su cosa fare e dove andare per entrare nel Paese: una volta espletati tutti i convenevoli e formato il gruppo dei “weroaders” ci troviamo nell’atrio dell’hotel e mentre beviamo un cocktail di benvenuto discutiamo delle nostra vacanza. Iniziamo con un tour per la città di Amman: un caleidoscopio di colori, sapori e rumori che ci avvolge per tutta la giornata.

Giorno 2

Si inforca lo zaino e si parte, oggi in calendario c’è un po’ di trekking. Destinazione: il parco del Wadi AlMujib. L’idea di darci al canyoning sfuma in fretta a causa del rischio piogge (tipico a novembre, anche se che il cielo sembra essere ben lontano dal voler piovere), quindi ci accontentiamo di andare su per i monti a scoprire gli ibex, una razza di capre autoctone da cui deriva il nome del trail che stiamo percorrendo: e così riaffiorano i racconti di Francesco in un bar molto ambiguo, storie di cui Laura, la nostra coordinatrice, sicuramente si ricorderà molto bene.

Una volta in cima la vista e pazzesca: all’orizzante si stagliano la Cisgiordania, un pezzo d’Israele e tutto il mar Morto, la seconda tappa della giornata. Scendiamo veloci e ci facciamo accompagnare alla spiaggia per un trattamento “di bellezza” ai fanghi naturali e ci divertiamo cercando di andare sott’acqua. L’alta concentrazione di sale, infatti, impedisce le immersioni in profondità, almeno per chi è senza attrezzatura: e così molliamo la spugna e ci lasciamo cullare dal mare. Una volta usciti, mentre l’acqua evapora ci accorgiamo che ascoltare i consigli di chi vive da queste parti è sempre meglio: ci affrettiamo a tuffarci sotto la doccia perchè il sale che ti rimane sulla pelle BRUCIAAAAA!

Giorno 3

Ritorniamo in pista con una visita al castello di Kerak e a Petra, una delle sette meraviglie del mondo.

Del primo non rimane molto: nato come castello pagano, poi diventato sede dei crociati, è il secondo in Giordania per dimensioni. Dopo quello Siriano è il più importante di tutto il medio oriente, era considerato praticamente inespugnabile e per questo rappresentava uno dei luoghi più strategici del Paese. Ci mettiamo di nuovo in cammino per la prossima tappa, Little Petra, conosciuta per le abitazioni caratteristiche scavate nella roccia dal popolo dei nabatei che il giorno successivo troveremo anche a Petra, ma in dimensioni maggiori. Ci lasciamo affascinare dal tramonto che colora le rocce e cerchiamo dei buoni affari nelle bancarelle gestite dai beduini all’ingresso del sito: sono partito dall’Italia senza occhiali da sole e li sto cercando praticamente dal primo istante che ho messo piede in Giordania. Rispolvero le mie doti di contrattazione, ma i beduini sono tosti e meno di 15 Jod (poco più di 20 euro) non mi lasciano nulla. Nada, i miei occhi soffriranno ancora per un po’. Al Wadi ci ospita per la notte, ma tempo di rifocillarci è già siamo pronti per ripartire: ci aspetta Petra by night.

Non esistono parole per descrivere questa esperienza. Già all’ingresso del sito, patrimonio dell’Unesco, ci avvolge l’atmosfera antica che trasuda da tutte le rocce. La luna piena illumina la via aiutata dalle fiaccole appositamente accese per i turisti. Ci avviciniamo al tesoro (la facciata del sito) e all’improvviso nel canyon rischiarato dai piccoli fuochi risuona la voce di un flauto: l’immersione è totale. Se venite in questo Paese super accogliente non potete perdervelo.

Giorno 4

Oggi tutto dedicato a Petra. D’altronde come si fa a non spendere l’intera giornata salendo e scendendo dalle rupi di questo parco. La parte più famosa è il tesoro, ma in realtà oltre all’iconica facciata c’è molto altro. La nostra guida ci sfida dicendoci che in pochi riescono a salire su tutte le vette, ma non ci tiriamo indietro ed è subito “challenge accepted”. Camminiamo, ci arrampichiamo, mi dono in “sacrificio” per avere la forza di tornare giù dalla rupe e addirittura provo a bere una birra in una terra dove l’alcol è bandito.

Torniamo madidi di sudore e con la stanchezza nelle gambe, ma questo luogo ci ha regalato delle emozioni indescrivibili. Non solo siamo riusciti nell’impresa, ma ci siamo pure regalati un tramonto sopra uno dei canyon di Petra.

Giorno 5

Ci concediamo una dormita un po’ più lunga, consumiamo la nostra colazione con calma e partiamo, pronti ad affrontare il deserto del Wadi Rum.

Raggiunto il punto di imbarco saliamo su delle jeep dalle quali ammiriamo il paesaggio intorno a noi. Alcuni invece hanno preferito i cammelli per godersi appieno cosa vuol dire vivere il deserto. Arriviamo a una tenda beduina dove ci viene servito del ottimo tè. Chi non ama mettere lo zucchero dovrà farsene una ragione, non hai possibilità di scelta: il tè beduino deve essere super dolce! Ci ristoriamo con dei panini comprati poco prima e poi ci rimettiamo in marcia per addentrarci nel cuore del deserto. Arriviamo a una rupe e qui scatta la “dronata” per la felicità di Alessandro. Risalire le pendici di questa roccia non è difficile, ma sicuramente non deve darvi fastidio la sabbia, che si insinua dappertutto. Se tenete duro, la vista dalla cima è un ottimo palliativo. Un mare di sabbia e di rocce circonda il tutto, un’infinita distesa color arancione: e sembra che non abbiate mai desiderato altro. Per tutto il tempo che rimango sopra questa roccia mi rimbalza in testa la canzone del Re Leone, ma purtroppo non ho nessun cucciolo con me al quale annunciare che tutto questo un giorno sarà suo.

Proseguiamo il viaggio e arriviamo al nostro alloggio notturno, un complesso di tende dove servono anche la cena. Più in là nella serata scopro che nel deserto ci sono animali “influencer” ai quali piacciono le mie ciabatte alla moda e di colpo me ne devo privare perchè inutilizzabili.

PS. gli occhiali sono riuscito a trovarli a Petra a 10 Jod, ma avrei pagato anche di più: il beduino, appena inforcati, ha esclamato ” you look awesome!”. Una gratificazione per il mio (smisurato) ego.

Giorno 6

La sveglia scatta prestissimo, vogliamo goderci l’alba nel deserto. Una volta sopra l’ennesima rupe l’entusiasmo è palpabile, ma un signore lo smorza subito dicendoci che qualche giorno prima una persona era caduta. Una toccata scaramantica è d’obbligo, non mancano nemmeno gli scongiuri, ma non ci facciamo demoralizzare troppo e ci lasciamo cullare dai primi raggi della giornata.

Saliamo sul pullman e lo puntiamo verso il mar Rosso: finalmente un po’ di relax e vita da mare. La sabbia e le scarpe da trekking fanno spazio a feste in barca, cocktail, beach volley e acqua limpida.

Giorno 7 e 8

Il relax è stato solo un parentesi. Dopo una super sfacchinata in cui maciniamo chilometri su chilometri siamo di nuovo ad Amman. Qui visitiamo la città vecchia e ci diamo agli acquisti. Non vorremmo mai lasciare questa terra tanto ospitale e quindi portiamo a casa tè, ricordi e le classiche calamite da appendere al frigorifero. Il giorno successivo ci aspetta il volo di rientro e non abbiamo molto tempo da poter investire in altro.

Un altro sole tramonta ed è già l’indomani: è tempo di salutare e ringraziare i miei compagni di viaggio. Laura, Laura, Martina, Giada, Roberta, Alice, Carmen, Simona, Simone, Giovanni, Andrea, Francesco, Thomas, Francesco e Alessandro: alla prossima!

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