Una famosa canzone ci ha fatto rotolare verso sud, ma noi amanti del freddo rotoliamo molto volentieri anche verso Nord.
Per capire il motivo che ci ha spinto a scegliere Oslo come nostra meta dobbiamo fare un salto indietro nel tempo. Esattamente al momento della scelta dei regali di natale. Direte, che clichè regalare un viaggio… in realtà potrebbe essere cosi ma poi, più ci riflettevo più la trovavo un’idea geniale regalare il proprio tempo, che è una cosa finita, non una cosa che puoi raccogliere o comprare. Ma una cosa preziosa, che ogni secondo che passa ti viene portata via. quindi perchè non spenderlo nel migliore dei modi…
Bene, ora che abbiamo ben capito il perchè vediamo il dove… qui lasciamo perdere tutta la poesia incastrata fino ad ora e andiamo sul pragmatico. Skyscanner al mouse, inseriamo le date, aeroporto di partenza, destinazione “ovunque”, ordina per prezzo crescente e scorriamo fino a quando il prezzo era buono e la meta era interessante. In quel momento non sapevo che nessun altra scelta fu più azzeccata. Quindi, portafoglio in mano, clicca su prenota e poi conferma. Impacchettiamo il tutto e abbiamo salvato il natale come nei migliori film americani dove il protagonista ce la fa sempre!

Che bello, un’altra città da scoprire e iniziamo la progettazione. Emma più carica di me inizia ad incrociare dati di hotel, musei, trasporti e qui si scontra contro una realtà… gli aeroporti che servono Oslo sono due, uno vicino, circa 30 min l’altro invece quasi 2 ore di macchina. La famosa ricerca in pausa pranzo mi aveva portato ad imbattermi nell’aeroporto più lontano, ma leggerete più avanti che la “scelta” ha portato ad un ricordo piacevole di questa vacanza. Ancora sorrido mentre scrivo.
Bando alle ciance e parliamo di questo viaggetto e di questa città fantastica e molto accogliente. Atterriamo al piccolo aeroporto di Sandefjord-Torp, che appunto si trova a 120 km da Oslo, ma il viaggio in treno ci fa dimenticare della fatica. Una navetta gratuita ti porta alla vicinissima stazione dei treni. Praticamente una banchina affacciata ad un solo binario, da qui si può pretendere il treno diretto a Oslo città con circa 250 kr. Un percorso di 1 ora e 30 min immersi nella campagna innevata norvegese alternata da piccoli paese e città. Uno spettacolo! Qui ho scoperto che fra poco Emma diventerà il boss grazie alla signora che ci ha controllato i biglietti del treno. Una raccomandazione, il biglietto fatelo perchè i controllori ci sono e verificano che il biglietto sia ancora valido su tutto il percorso.
Arrivati ad Oslo puntiamo gli scarponi verso l’hotel per lasciare gli zaini ed incamminarci verso le meraviglie di questa città. Anche in hotel troviamo personale molto accogliente e che ci ha fatto sentire subito a nostro agio. Sarà una costante di questo breve, forse troppo, weekend in Norvegia. Non abbiamo trovato una singola persona che sia stata scortese con noi.
La prima sera passeggiamo in centro e vediamo il teatro dell’opera, sul quale ci hanno consigliato di camminare sul soffitto ma purtroppo essendo tutto innevato e ghiacciato non era consentito. Ci spostiamo verso il ristorante prescelto e ammiriamo stupiti le persone che si tuffano nel fiordo ghiacciato dopo aver fatto una sauna bollente… un po’ ho invidiato il calore provato poco prima del tuffo. Cenato da Bun’s Sørenga con un buon hamburger e pochi euro (il poco è relativo ai costi che abbiamo subito in questa città). Carichi ancora del viaggio camminiamo in cerca di un caldo bar fino a quando ci imbattiamo in Barcode StreetFood. Con estrema gioia capiamo che si tratta di una piazza al chiuso dove diversi locali offrono sia cibo che bevande…in Norvegia spopola fiver, che è una app dove puoi ordinare direttamente quello che preferisci e pagare direttamente… per registrarsi serve un account che risiede nel paese ma è possibile fare tutto anche come ospiti, c’è solo la fatica di dover ricordare il numero della carta di credito o altro per pagare. Una piacevole scoperta trovare cosi tanti locali che condividono lo spazio e rimanere al caldo pur passeggiando tra i corridoi e gli spazi aperti.

Nuovo giorno, nuovi chilometri da percorrere. Decidiamo di comprare l’Oslo pass per due giorni che ti permette di visitare una marea di musei e siti di interesse, utilizzare i mezzi pubblici nell’area 1 e 2 ed ottenere dei buoni sconti nei ristoranti convenzionati, delle volte è necessario utilizzarli per non soffrire troppo durante il conto. Partiamo visitando il National theatre, un museo enorme dove si possono trovare un sacco di opere, tra le quali il famoso urlo di Munk (che non si trova al museo omonimo). Spendiamo molto volentieri un paio d’ore al suo interno dopo aver visitato Asturp e visto l’alba dall’ Astrup Fearnley Museum of Modern Art, una magia.
Usciti dal museo ci dirigiamo verso il museo del folclore, dove è stato ricostruito un intero villaggio con usi e costumi dell’epoca precedente. Dentro questo villaggio si possono trovare altri 3 musei, il farmaceutico (chiuso durante questo periodo), quello sulla cultura Sami e sulla storia norvegese.

Cala il sole e ci scaldiamo con una cioccolata calda nel vicino bar fino all’arrivo del bus che ci porterà a visitare il museo Fram. Bellissima scoperta sulla vicenda del passaggio a Nord Ovest con la ricostruzione delle navi Fram che si sono spinte nel profondo nord. Se siete ad Oslo una visita è d’obbligo. Ammaliati dall’imponenza di queste navi saliamo sul pullman che ci riporta in hotel per una doccia bollente.Alla sera abbiamo prenotato da Rorbua per una cena a base di sapori della norvegia, salmone, renna, alce e balena la fanno da padrona. Anche qui viene comodo l’oslo pass che ci permette ben di ottenere uno sconto del 20%
Sabato mattina partiamo in direzione Oslo Domkirke, dove abbiamo super apprezzato il caldo al suo interno. Prima però tappa nel negozio di souvenir per recuperare un paio d’oggetti e una calamita da appendere sul frigorifero a casa, che però non abbiamo trovato. Rimettiamo gli scarponi in strada e arriviamo alla cattedrale. A primo impatto sembra spoglia e poco accogliente ma, la vera sorpresa l’abbiamo alzando lo sguardo. Qui possiamo trovare tutto il soffitto dipinto raffigurando i momenti salienti della bibbia. La giornata prosegue a Grunerlokka, quartiere residenziale verso nord est dal centro della città, dove entriamo nel Naturhistorisk museum ad ammirare la storia degli animali tipici del territorio e non solo. Questo museo è particolarmente apprezzato dai bambini, poiché ricco di attività interattive. Ci spostiamo verso il museo della storia e poi nel museo intitolato a Munch. Particolare attenzione bisogna prestare alla cena. Andiamo da Elias.
Ci sediamo ed ordino una vellutata con crema di latte e semi di zucca, mentre Emma decide per una bruschetta al salmone. Ci troviamo d’accordo sul gusto meraviglioso del salmone e io non vedo l’ora di assaggiare il filetto che ho previsto come secondo. Infilo la forchetta tra le fibre del pesce, lo avvicino alla bocca ed un’esplosione di sapori mi si apre tra palato e lingua. Ottimo piatto, consigliatissimo. Finalmente Emma riesce ad assaporare la tanto agognata zuppa di pesce, e anche lei rimane estasiata dal sapore. Abbandoniamo il ristorante con la convinzione di volerci ritornare prima o poi. Ci accoccoliamo nella hall dell’hotel, e come rituale ordiniamo un the caldo.

Quarto e purtroppo ultimo giorno. Decisi più che mai di trovare i souvenir richiesti da casa. Delusi da non essere riusciti ad esaudire i desideri italici proseguiamo la nostra visita verso Vigenland park. Qui perdiamo il conto delle statue presenti in questo fantastico parco, che nonostante il freddo troviamo affollato e frequentato.
Vi lascio il link di wikipedia dove viene spiegato benissimo e in brevi righi la storia e il suo significato. Il freddo di questi giorni è stato anomalo anche per i locals che ha toccato i -31°C. E’ arrivato il momento di recuperare i souvenir. Del famoso diorama (che in realtà non è il nome esatto) non c’è nessuna traccia, sembra ormai appartenere ad un’epoca passata. Tantè che anche gli addetti dei negozi non riescono a capacitarsi della nostra richiesta. Ripieghiamo su prodotti più classici dentro il negozio di Way Nor. Purtroppo è arrivato il momento di recuperare gli zaini e tornare in Italia. Norvegia ci rivedremo presto, è una promessa!
